I FONDATORI

Aldo: classe 1923, figlio di Pietro e Maggiorina (titolari di un’impresa agricola), mente vulcanica, ricco di pensieri e idee, tosto, rivoluzionario, di carattere, reduce nel 1945 dalla prigionia in Germania e Prussia, decorato dal Presidente della Repubblica con la medaglia d’onore. Maria: classe 1927, moglie, mamma e nonna unica, figlia di Vincenzo e Teresa Carozzo, artigiani titolari di una “bottega” falegnameria, lavorazione ferro, elettricista e tanto altro.

ANNO 1947
Dopo il matrimonio, Maria e Aldo si trasferirono a Canelli, dove iniziarono a svolgere l’’attività di corriere per la consegna di prodotti locali in un’ampia area compresa tra Piemonte, Liguria e Lombardia. Nel 1957, ceduta l’attività, si stabilirono in regione Pianezzo, dove rispolverarono la vecchia passione per la coltivazione di erbe officinali. In quegli anni nella città di Canelli, area ricca di vigneti, esistevano – si può dire in ogni via – piccole realtà dedite alla produzione di vini e spumanti, oltre alle grandi aziende storiche (Contratto, Riccadonna, Gancia, Coppo, Bosca, Robba, Zoppa ecc.), senza dimenticare coloro che – in primis Bocchino e Aliberti – producevano distillati e liquori. Ed è qui che, nel 1959, Aldo e Maria Cerutti iniziarono la loro attività di produzione liquori e distillazione di erbe, con la denominazione “ILAS”. In questo contesto nascono alcuni dei prodotti che sono stati riproposti dalla Famiglia Cerutti negli ultimi anni, quali Amaro del Centenario, Gin GAM7.2, Aperilas Bitter, Limonquore e il nostro Vermouth Bianco di Torino.

GLI ANNI ’70

La produzione è attiva tra il 1959 e il 1970, per poi essere sospesa quando la famiglia si trasferì in Liguria, precisamente ad Arma di Taggia, per iniziare l’avventura della di distribuzione di bevande. Nel 1975 la famiglia si ritrasferisce a Canelli e fonda La Minerale snc, azienda di distribuzione all’ingrosso e al minuto di acque minerali e bevande. L’attività de La Minerale si sviluppò a livello prevalentemente locale (valle Belbo e Bormida) fino alla seconda metà degli anni Novanta, quando, in seguito all’apertura di numerosi punti vendita da parte della grande distribuzione, acquisì la Punto Bere s.r.l. di Alba, azienda leader nel basso Piemonte nella distribuzione di fusti per impianti di spillatura di birra e bevande. E’ qui che si specializza, dopo averne acquisito la tecnica, nella progettazione e nella realizzazione degli impianti stessi e della quale assunse la denominazione che tuttora la contraddistingue.

IL NUOVO MILLENNIO

Nel 2000, nell’ottica di assicurare una presenza sempre più capillare nelle sulle province di Asti e Cuneo, la Punto Bere acquista il ramo di azienda della Bevi s.r.l., realtà imprenditoriale radicata e operante nella zona di Mondovì. A seguito di tale processo, oggi la Punto Bere dispone – direttamente e indirettamente – di una sessantina di unità (tra impiegati, trasportatori, tecnici, magazzinieri, agenti ecc.) facenti capo alle sedi di Canelli e Mondovì e operanti in una vasta area distribuita tra le province di Asti, Cuneo, Alessandria e Torino, raggiungendo volumi di fatturato tali da essere presenti sul mercato con importanti esclusive di produttori di birra e bevande (sia italiani che esteri), il che rende la Punto Bere uno dei principali distributori italiani “indipendenti” e probabilmente il più strutturato in Piemonte. Nel 2009, grazie all’idea e all’impegno delle risorse interne e con lo scopo di assicurare un servizio sempre più diversificato, a Canelli, sede delle note “Cattedrali Sotterranee” Patrimonio dell’ Umanità dell ‘ UNESCO , viene creata presso la sede di Via Pierino Testore 60/62, l’“Enoteca”, che si occupa della vendita al dettaglio di vini, birre artigianali , liquori e specialità alimentari (del territorio e non solo), con oltre 1.500 etichette e una vasta gamma di prodotti. Nel 2014, grazie alla volontà dei figli e all’entusiasmo dei nipoti, con il supporto di una forza vendite di notevole spessore qualitativo, operativo e propositivo, è stata riavviata la produzione e commercializzazione dei prodotti di Famiglia, nel rigoroso rispetto delle ricette tradizionali. Questo ci inorgoglisce e ci onora, a ricordo di chi ha avuto l’intuizione, la volontà e la forza di crederci.